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Capitolo 06

Fusioni di stelle di neutroni e processo r

Kilonovae, GW170817 e cattura neutronica rapida

Come si forma l’oro? Risposta 2: la via rapida

Il processo s spiega circa metà delle abbondanze cosmiche degli elementi più pesanti del ferro: trattengono però la sua firma soprattutto i nuclei vicini alla valle di stabilità, lungo un cammino che segue la valle stessa e che si arresta al piombo. L’altra metà degli elementi pesanti — e in particolare gli attinidi Th\mathrm{Th} e U\mathrm{U}, gli elementi nobili Pt\mathrm{Pt} e Au\mathrm{Au}, le terre rare Eu\mathrm{Eu}, Tb\mathrm{Tb}, Dy\mathrm{Dy}, Yb\mathrm{Yb}, e gli stessi nuclei delle masse intermedie con eccesso neutronico marcato — richiede un meccanismo completamente diverso, in cui il flusso neutronico è milioni di miliardi di volte più intenso. Quando nnn_n raggiunge 102010^{20}-102510^{25} cm3^{-3} e la temperatura sale a T109T \sim 10^{9} K, il tempo medio fra catture diventa τn104\tau_n \sim 10^{-4} s, mentre il decadimento β\beta^{-} resta dell’ordine di secondi o frazioni di secondo. Il nucleo non ha tempo di decadere fra una cattura e l’altra: la catena di assorbimenti procede molto lontano dalla valle di stabilità, fino al drip-line neutronico dove l’aggiunta di un altro neutrone non è più legata. Questo è il processo r (rapid neutron capture), proposto in forma quantitativa da Burbidge, Burbidge, Fowler e Hoyle nel 1957 e indipendentemente da Cameron nello stesso anno [Cameron 1957], e per più di mezzo secolo rimasto un meccanismo nucleare in cerca di sito astrofisico.

La risposta è arrivata il 17 agosto 2017, quando la rete LIGO-Virgo ha rivelato le onde gravitazionali di una coalescenza di due stelle di neutroni e, nelle ore successive, decine di telescopi ne hanno osservato la controparte elettromagnetica con la firma spettroscopica di lantanidi e attinidi appena sintetizzati. La storia di quella conferma — e la fisica che l’ha resa possibile — occupa la seconda metà di questo capitolo. Prima però servono il quadro cinetico del processo, le sue esigenze di dati nucleari, e la mappa dei siti astrofisici candidati che per cinquant’anni si sono contesi il ruolo.

Il quadro cinetico

La condizione formale del processo r è τnτβ\tau_n \ll \tau_\beta per tutti i nuclei lungo il cammino, anche quelli al limite estremo della stabilità neutronica. La geometria che ne risulta sulla carta dei nuclidi è radicalmente diversa da quella del processo s: invece di zigzagare lungo la valle di stabilità, il flusso r-process si spinge verso il drip-line, scorre lungo isotoniche N=costN = \mathrm{cost} in corrispondenza dei numeri magici N=50,82,126N = 50, 82, 126, e si accumula su “waiting points” — nuclei dove l’equilibrio fra cattura (n,γ)(n,\gamma) e fotodisintegrazione (γ,n)(\gamma,n) alle alte temperature blocca temporaneamente il flusso, finché il decadimento β\beta^{-} non sblocca il nuclide successivo lungo l’isotonica.

In condizioni di equilibrio (n,γ)(γ,n)(n,\gamma) \rightleftharpoons (\gamma,n), l’abbondanza relativa degli isotopi lungo un’isotopica obbedisce alla forma di Saha,

N(Z,A+1)N(Z,A)=nn(2πmukTh2)3/2G(Z,A+1)2G(Z,A)exp(Sn(Z,A+1)kT),\frac{N(Z, A+1)}{N(Z, A)} = n_n \, \left(\frac{2\pi m_u kT}{h^2}\right)^{-3/2} \frac{G(Z, A+1)}{2\,G(Z, A)} \exp\left(\frac{S_n(Z, A+1)}{kT}\right),

dove SnS_n è l’energia di separazione del neutrone e GG la funzione di partizione nucleare. Lungo ogni isotopica esiste un nuclide critico per cui N(Z,A+1)/N(Z,A)1N(Z, A+1)/N(Z, A) \sim 1: questo è il waiting point. La sua collocazione dipende da nnn_n, TT e SnS_n — quantità rispetto a cui il quadro è sensibile e che vincolano le condizioni del sito quando si osserva il pattern delle abbondanze finali.

Quando la densità neutronica scende sotto la soglia che mantiene l’equilibrio — è il freeze-out, sul tempo scala di un secondo — i waiting points non sono più sostenuti, e i nuclidi della catena decadono β\beta^{-} in cascata verso la valle di stabilità, attraversando 5-15 elementi e popolando i nuclei stabili che oggi osserviamo. La conseguenza sulla curva delle abbondanze cosmiche è una sequenza di tre picchi r prominenti a A80,130,195A \approx 80, 130, 195, spostati a AA minori rispetto ai corrispondenti picchi s a A88,138,208A \approx 88, 138, 208: il picco r al numero magico N=82N = 82 si forma dai waiting points attorno a Z45Z \approx 45-4848 (A127A \approx 127-130130), e poiché la cascata β\beta^{-} conserva il numero di massa (a meno della modesta emissione di neutroni ritardati), il picco osservato resta a A130A \approx 130 — sotto il picco s a A138A \approx 138, che si forma invece alla valle di stabilità, dove N=82N = 82 cade sul bario. Analogo discorso per gli altri picchi. La separazione fra picchi s e r sulla curva delle abbondanze solari è la firma diagnostica più immediata dei due processi.

Per i nuclei più pesanti (Z95Z \gtrsim 95), il cammino r-process incontra una nuova soglia: la fissione spontanea e la fissione indotta da neutroni diventano competitive con la cattura, e il flusso si arresta. I frammenti di fissione re-iniettano nuclei nel range A130A \sim 130-160160 — è il cosiddetto fission cycling, attivo solo per esposizioni neutroniche molto alte (τ1\tau \gtrsim 1 mb1^{-1}), che ha un ruolo cruciale nel determinare la universalità del pattern r-process osservato (vedi la sezione sul pattern di abbondanze, più avanti nel capitolo).

I dati nucleari

Il calcolo quantitativo di un percorso r-process richiede masse e Q-value per circa 10410^{4} nuclidi, larghezze β\beta e probabilità di emissione di neutroni ritardati (β-delayed neutron emission) per altrettanti, sezioni d’urto (n,γ)(n,\gamma) a T109T \sim 10^{9} K, e ratei di fissione spontanea e indotta per i nuclei più pesanti. Quasi tutte queste quantità sono estrapolazioni da modelli teorici: i nuclei rilevanti sono al limite o oltre il limite della produzione sperimentale anche presso le facility più moderne (FRIB a MSU, RIBF a RIKEN, FAIR a Darmstadt). Le mass formula di riferimento sono FRDM (Möller-Nix-Kratz), HFB-27 (Goriely), e Duflo-Zuker, con differenze fino a qualche MeV sui nuclei più esotici e impatto significativo sul pattern finale calcolato. I ratei β\beta sono calcolati in approssimazione QRPA, con incertezze tipiche di un fattore 2-3. Le sezioni d’urto (n,γ)(n,\gamma) sono calcolate in approssimazione Hauser-Feshbach, sensibili alla densità di livelli e alla strength function γ\gamma — incertezze del fattore 5-10 per i nuclei più lontani.

I codici di nucleosintesi r-process più usati sono SkyNet (Lippuner-Roberts, open-source), JINA r-process code (FSU/MSU), WinNet (GSI-Basel), e PRISM (LANL). La rassegna canonica e aggiornata della disciplina è Cowan, Sneden, Lawler e collaboratori (2021) [Cowan et al. 2021] in Reviews of Modern Physics, oggi il riferimento standard.

Siti astrofisici: il problema dei cinquant’anni

Per più di mezzo secolo, dalla pubblicazione di B²FH al 2017, la grande domanda aperta della nucleosintesi è stata: dove avviene il processo r? Le condizioni richieste — nn1024n_n \sim 10^{24} cm3^{-3}, T109T \sim 10^{9} K, materiale fortemente neutron-rich con Ye=np/(np+nn)0,25Y_e = n_p/(n_p + n_n) \lesssim 0{,}25 — sono estreme e non si verificano in nessun sito stellare standard. Le proposte si sono susseguite per decenni: supernovae a collasso del nucleo (in particolare nel cosiddetto neutrino-driven wind dalla protoneutron star), supernovae esotiche con jet magneto-rotazionali, fusioni di stelle di neutroni in sistemi binari compatti. Nessuna era stata confermata osservativamente, e ciascuna aveva difficoltà quantitative significative.

Il quadro dei siti candidati è riassunto nella tabella seguente:

SitoTipoFrequenza galatticaMassa r-output per eventoStato
Fusione NS-NS (NSM, BNS)Compatto105\sim 10^{-5} yr1^{-1}102M\sim 10^{-2}\,M_\odotConfermato (GW170817)
Fusione NS-BHCompatto107\sim 10^{-7}-10610^{-6} yr1^{-1} (incerto)102\sim 10^{-2}-101M10^{-1}\,M_\odotPlausibile, non confermato
SN core-collapse, neutrino-driven windEsplosivo102\sim 10^{-2} yr1^{-1}<105M< 10^{-5}\,M_\odotInsufficiente; escluso come sorgente dominante
Collapsar / MHD-jet SNEsplosivo raro104\sim 10^{-4} yr1^{-1}102M\sim 10^{-2}\,M_\odotPlausibile, vincoli da r-only stars
Magneto-rotational SNEsplosivo raro104\sim 10^{-4} yr1^{-1}103\sim 10^{-3}-102M10^{-2}\,M_\odotPlausibile

Il quadro è stato risolto in larga parte — non ancora del tutto — dall’evento del 17 agosto 2017, raccontato nella prossima sezione: la rivelazione simultanea di onde gravitazionali, raggi gamma corti, ottico/UV/NIR, raggi X e radio ha mostrato in dettaglio il comportamento di una fusione di stelle di neutroni binarie (NSM, neutron star merger), e la sua kilonova porta la firma spettroscopica di un sito r-process attivo. Resta aperto se le NSM siano gli unici siti del processo r, o se altri siti — più rari ma più produttivi per evento, o più frequenti ma meno produttivi — contribuiscano in modo significativo al budget galattico: il confronto quantitativo fra i siti candidati e il budget galattico complessivo è ripreso nella parte finale del capitolo.

L’evento del 17 agosto 2017

Il 17 agosto 2017 alle 12:41:04 UTC, i rivelatori avanzati LIGO a Hanford e Livingston e l’interferometro Virgo a Cascina registrarono per circa cento secondi un segnale di onde gravitazionali di frequenza crescente — il classico chirp di due masse in coalescenza — proveniente da una direzione del cielo localizzata in una regione di circa 30 gradi quadrati a sud dell’equatore celeste [Collaboration & Collaboration 2017] . La forma d’onda era inequivocabilmente quella di una fusione di stelle di neutroni binaria (BNS), con masse individuali stimate fra 1,11{,}1 e 1,6M1{,}6\,M_\odot (al 90% di confidenza) e distanza luminosa 40±840 \pm 8 Mpc dalla relazione standard fra ampiezza e frequenza del chirp. Quasi due secondi dopo la coalescenza, i satelliti Fermi/GBM e INTEGRAL rilevarono indipendentemente un breve lampo di raggi gamma dalla stessa direzione (GRB 170817A, T90=2,0T_{90} = 2{,}0 s, luminosità isotropa Lγ1,6×1047L_\gamma \approx 1{,}6 \times 10^{47} erg/s — anomalmente sotto-luminoso rispetto agli short GRB tipici, e successivamente interpretato come visione off-axis di un jet relativistico strutturato). Nelle ore successive, decine di telescopi puntarono nella regione di localizzazione: undici ore dopo il merger, il telescopio Swope a Las Campanas identificò una nuova sorgente ottica in NGC 4993, immediatamente catalogata come AT2017gfo (alias SSS17a, DLT17ck). La sua evoluzione fotometrica e spettroscopica nei giorni e settimane successivi corrispose in dettaglio alle predizioni teoriche di kilonova sviluppate da Li, Paczyński, Metzger, Kasen, Barnes e collaboratori nei vent’anni precedenti — il bagliore ottico-infrarosso atteso dall’ejecta riscaldata dal decadimento radioattivo degli elementi r-process appena prodotti.

Lo studio dettagliato di AT2017gfo ha fornito la prima conferma diretta — ipotizzata fin dagli anni Settanta da Lattimer-Schramm e Eichler-Livio-Piran-Schramm — che le fusioni di stelle di neutroni sono effettivamente siti del processo r, e producono gli elementi più pesanti dell’universo in quantità significative: la massa totale di r-elementi prodotta in GW170817 è stata stimata in 0,020{,}02-0,05M0{,}05\,M_\odot, sufficiente a contenere una quantità d’oro pari a circa cento-duecento masse terrestri. L’evento ha aperto formalmente l’era dell’astronomia multimessenger, in cui un singolo evento astrofisico viene osservato simultaneamente nei canali gravitazionale, elettromagnetico (dalle alte energie gamma al radio) e — in linea di principio per eventi galattici — neutrinico.

La copertura osservativa multibanda di GW170817/AT2017gfo è stata di portata storica. In onde gravitazionali la rete LIGO/Virgo ha vincolato masse, distanza, e — attraverso la deformabilità mareale del segnale tardivo — la compattezza delle due stelle. In raggi gamma il GRB 170817A è stato il primo SGRB associato univocamente a un evento BNS. Nell’ottico, UV e infrarosso vicino, AT2017gfo è stato seguito da Swope, DECam, MASTER, REM e da una settantina di altri telescopi nelle prime 24 ore, con spettroscopia ad alta risoluzione da XSHOOTER al VLT, FLAMINGOS-2 al Gemini Sud, e da molti altri strumenti nei mesi successivi. In raggi X, Chandra e XMM-Newton hanno rivelato un’emissione X a circa 9 giorni post-merger, che è cresciuta e si è poi attenuata su mesi-anni, in accordo con l’evoluzione attesa di un afterglow di jet relativistico osservato off-axis. In radio, VLA, GMRT e ATCA hanno rivelato emissione a circa 16 giorni post-merger, con evoluzione temporale e spettrale coerente con un jet strutturato. L’identificazione spettroscopica di stronzio in AT2017gfo da parte di Watson e collaboratori (2019) [Watson et al. 2019] , attraverso una feature attorno a 800 nm coerente con Sr+\mathrm{Sr}^{+}, ha fornito la prima firma diretta di un singolo elemento r-process leggero (A90A \approx 90); l’identificazione successiva di tellurio (Hotokezaka et al. 2023) [Hotokezaka et al. 2023] , attraverso una riga in emissione nel medio infrarosso a 2,1\sim 2{,}1 µm negli spettri tardivi, ha esteso l’identificazione a elementi del secondo picco r.

La statistica osservativa di NSM post-2017 è ancora limitata. GW190425 (LIGO/Virgo, run O3a) è il secondo evento BNS confermato, con massa totale anomalmente alta (3,4M\sim 3{,}4\,M_\odot, eccedente la massima massa BNS osservata in pulsar binarie galattiche): nessuna controparte ottica è stata identificata, sia per la regione di localizzazione molto ampia sia per la maggiore distanza. GW230529 in O4 è classificato come un mass-gap merger (componente in 2,52{,}5-5M5\,M_\odot, probabilmente NS-BH). Una decina di candidati BNS aggiuntivi nei run O3 e O4 sono stati registrati a sensibilità ridotta per indisponibilità intermittente della componente Virgo. Il rate locale di BNS merger nell’universo locale, inferito da queste rivelazioni, è 100\sim 100-15001500 Gpc3^{-3} yr1^{-1} (90% C.L.), corrispondente a 105\sim 10^{-5}-10410^{-4}/anno nella Via Lattea, in coerenza con stime indipendenti da pulsar binarie galattiche. Per NS-BH il rate inferito è circa un ordine di grandezza inferiore, ma con incertezze maggiori.

Fasi della coalescenza

Una fusione di stelle di neutroni binaria procede attraverso quattro fasi temporalmente distinte, ciascuna con la propria fisica dominante e i propri osservabili. La fase di inspiral copre l’intera storia dinamica del sistema fino al contatto: due NS in orbita binaria perdono energia per radiazione gravitazionale al rateo predetto dalla formula di quadrupolo di Einstein, e l’orbita si restringe progressivamente. Negli ultimi cento secondi prima del merger (per masse stellari tipiche), la frequenza orbitale passa da 1\sim 1 Hz a 1\sim 1 kHz e l’ampiezza dell’onda gravitazionale cresce come f2/3f^{2/3}. Il chirp — segnale GW di frequenza e ampiezza crescenti — è la firma rivelata dagli interferometri terrestri, e dalla sua forma si estraggono masse individuali, masse totali e (negli ultimi millisecondi) la deformabilità mareale che codifica l’equazione di stato della materia neutronica.

La fase di merger propriamente detta dura qualche millisecondo. Le due NS entrano in contatto a frequenza GW 1\sim 1 kHz e separazione r30r \sim 30 km — comparabile ai loro raggi individuali. La dinamica è dominata da torsioni mareali asimmetriche e da shock idrodinamici all’interfaccia di contatto. L’esito immediato è la formazione di un oggetto centrale che, a seconda della massa totale rispetto alla massima massa TOV dell’EOS, può essere una stella di neutroni ipermassiva (HMNS) sostenuta transitoriamente dalla rotazione differenziale, o collassare direttamente a buco nero su scala di pochi millisecondi. Contestualmente, una piccola frazione della massa totale viene espulsa nel mezzo circostante come dynamical ejecta (M103M \sim 10^{-3}-102M10^{-2}\,M_\odot): la componente tidal viene espulsa lungo il piano equatoriale dalla torsione mareale alle parti più esterne, è molto neutron-rich (Ye0,05Y_e \sim 0{,}05-0,150{,}15) e tipicamente fredda; la componente shock viene espulsa lungo l’asse polare dalla compressione all’interfaccia, è meno neutron-rich (Ye0,15Y_e \sim 0{,}15-0,250{,}25) e più calda.

La fase di post-merger copre i secondi successivi e include la formazione e l’evoluzione del disco di accrescimento residuo intorno al rimanente centrale (HMNS o BH). Il disco ha massa tipica 0,1M\sim 0{,}1\,M_\odot, temperature 1010\sim 10^{10} K, densità che giustificano il raffreddamento per emissione neutrinica intensa. Su tempi di 1\sim 1-1010 s, l’azione combinata di viscosità magneto-idrodinamica, ricombinazione di nucleoni in α\alpha, e riassorbimento neutrinico nei layer interni produce un disk wind ejecta di massa 102\sim 10^{-2}-101M10^{-1}\,M_\odot — la componente più massiccia dell’ejecta totale — con frazione protonica Ye0,2Y_e \sim 0{,}2-0,40{,}4 (più alta della dynamical ejecta perché parzialmente neutrinizzata dal flusso νe\nu_e). Se il residuo centrale è un BH (o lo diventa rapidamente), un jet relativistico collimato può emergere con fattore di Lorentz Γ100\Gamma \sim 100-10001000 ed energia isotropa equivalente 1049\sim 10^{49}-105010^{50} erg: è l’origine del breve lampo di raggi gamma osservato. Le condizioni delle diverse componenti di ejecta sono riassunte nella tabella seguente:

ComponenteMM (MM_\odot)YeY_evv (cc)TpeakT_{\mathrm{peak}} (GK)r-process
Dynamical (tidal)10310^{-3}-10210^{-2}0,050{,}05-0,150{,}150,20{,}2-0,30{,}333-55Strong, fino agli attinidi
Dynamical (shock)10310^{-3}0,150{,}15-0,250{,}250,10{,}1-0,20{,}233-44Main, fino al picco 195
Disk wind10210^{-2}-10110^{-1}0,20{,}2-0,40{,}40,050{,}05-0,10{,}122-44Weak, fino al picco 130
Neutrino-driven wind10310^{-3}0,30{,}3-0,50{,}50,050{,}05-0,10{,}122-33Limited, no Au, Pt

La fase di kilonova copre i giorni e le settimane successive, ed è dominata dal raffreddamento radiativo dell’ejecta riscaldata dal decadimento β\beta^{-} degli elementi r-process appena prodotti. A t1t \sim 1 giorno post-merger, l’ejecta occupa un volume 1042\sim 10^{42} cm3^{3}, si espande a v0,1v \sim 0{,}1-0,3c0{,}3\,c, e ha densità 1013\sim 10^{-13} g/cm3^{3}. La curva di luce ha due componenti spettralmente distinte. La blue kilonova è prodotta dall’ejecta a Ye>0,25Y_e > 0{,}25, dominata da elementi r-process leggeri (A130A \lesssim 130) la cui opacità è bassa: picco UV/blue a 1\sim 1 giorno con L1042L \sim 10^{42} erg/s, declino in qualche giorno. La red kilonova è prodotta dall’ejecta a Ye<0,25Y_e < 0{,}25, dominata da lantanidi (con stato fondamentale 4fn4f^{n} ad alta densità di linee) e attinidi che producono opacità ottica e infrarossa molto alta: picco IR a 1\sim 1 settimana con L1041L \sim 10^{41} erg/s, durata di settimane. La sovrapposizione delle due componenti nel tempo e in lunghezza d’onda, osservata in AT2017gfo, è la firma diretta della presenza di ejecta con composizioni YeY_e diverse — un test indiretto ma forte della struttura idrodinamica del merger.

Le simulazioni GR-MHD di BNS merger (Whisky a Trento, SACRA a Kyoto, Kentucky/IllinoisGRMHD, FORNAX a Princeton, ALCAR a Garching) raggiungono oggi risoluzioni di 100\sim 100 m nel core durante il merger e seguono l’evoluzione post-merger fino a circa 100 ms (alcune simulazioni recenti fino a 1\sim 1 s con magnetic field treatment ridotto). I vincoli sull’equazione di stato della NS che ne derivano, combinati con le misure indipendenti di pulsar massicce e radii NICER, sono progressivamente più stringenti. La massima massa TOV osservata in pulsar è Mmax>1,97MM_{\max} > 1{,}97\,M_\odot (PSR J0740+6620, misurata via ritardo di Shapiro), con misure recenti che spingono il limite verso 2,1M\sim 2{,}1\,M_\odot. Il raggio canonico di una NS di 1,4M1{,}4\,M_\odot è R1,4=11,9±1,0R_{1{,}4} = 11{,}9 \pm 1{,}0 km dalla combinazione di NICER e deformabilità mareale di GW170817 (Λ1,4=190120+390\Lambda_{1{,}4} = 190^{+390}_{-120} al 90% C.L.). Le EOS attualmente consistenti con tutti i vincoli sono APR, SLy, DD2 e varianti, eventualmente con transizione di fase a quark deconfinati ad altissima densità centrale.

Nucleosintesi r-process in NSM

La materia espulsa da una fusione di stelle di neutroni è ricchissima di neutroni: la frazione protonica Ye=np/(np+nn)Y_e = n_p/(n_p + n_n) è tipicamente 0,10{,}1-0,30{,}3 contro lo 0,50{,}5 del gas interstellare normale. Per la dynamical ejecta tidal, YeY_e può scendere a 0,050{,}05-0,10{,}1, valori che riflettono direttamente la composizione delle parti più esterne delle NS originali — materia neutronica pura con una piccola frazione di elettroni degeneri. È esattamente il regime del processo r di tipo strong descritto nel quadro cinetico all’apertura di questo capitolo: i nuclei seed (a partire da α\alpha e dai pochi nuclei pesanti pre-esistenti nella crosta NS), riscaldati a temperature di alcuni miliardi di gradi nei primi millisecondi post-merger, catturano neutroni rapidamente — con tempo medio fra catture τn104\tau_n \sim 10^{-4} s — raggiungendo il drip-line neutronico, proseguendo lungo le isotoniche dei numeri magici, e arrivando agli attinidi; al freeze-out, il flusso netto cessa e tutta la composizione decade β\beta^{-} in cascata fino alla valle di stabilità, popolando i nuclidi finali che osserviamo.

La massa totale di r-process prodotta in GW170817 è stata stimata da modeling combinato della curva di luce kilonova in 0,02\sim 0{,}02-0,05M0{,}05\,M_\odot, di cui 0,01M\sim 0{,}01\,M_\odot nella dynamical ejecta strong e il resto nel disk wind ejecta weak. La massa totale di lantanidi prodotti è 103M\sim 10^{-3}\,M_\odot, e l’oro 100\sim 100-200M200\,M_\oplus. Nel regime molto forte della dynamical ejecta è attivo anche il fission cycling — la rigenerazione di nuclei seed per fissione dei nuclei più pesanti — che “lava” il pattern finale dalle condizioni iniziali; il meccanismo e le sue conseguenze sull’universalità del pattern sono discussi nella sezione successiva.

I modelli di kilonova accoppiati a reti r-process di dettaglio (Kasen [Kasen et al. 2017] , Tanaka, Wanajo, Barnes) calcolano l’opacità per ciascuna specie lantanide integrata su tutte le transizioni elettroniche disponibili — un calcolo non banale, perché lo stato fondamentale 4fn4f^{n} degli ioni lantanide Ln2+,3+\mathrm{Ln}^{2+,3+} produce >106> 10^{6} transizioni atomiche nel visibile-IR — e producono spettri sintetici via diffusion approximation o via radiative transfer dettagliato (TARDIS, SUMO, JEDD). L’identificazione spettrale di Sr, Te e La in AT2017gfo è stata possibile solo grazie a questi calcoli quantitativi di opacità di linea. Le incertezze residue dei modelli dipendono dall’equazione di stato della materia neutronica (che condiziona il destino del residuo centrale e quindi il rapporto blue/red della kilonova), dalle opacità r-process stesse (calcolate da modelli di struttura atomica per lantanidi e attinidi 3+, ancora con incertezze del fattore 2-3), dall’estensione relativa del processo r weak e strong (vincolata dalla forma del picco lantanide), e dal rapporto di massa q=M2/M1q = M_2/M_1 del sistema binario (che condiziona la massa di dynamical ejecta).

Pattern di abbondanze e firma del processo r

Le abbondanze degli elementi r-process nel Sistema Solare si ottengono per sottrazione: dalle abbondanze solari totali si sottraggono i contributi calcolati del processo s (basati su modelli AGB calibrati, vedi capitolo 4) e del processo p (capitolo 5), e il residuo è attribuito al processo r. La curva risultante mostra una struttura caratteristica: il picco a A80A \approx 80 (Se, Br, Kr), originato dal r-process weak o da una componente intermedia con Ye0,3Y_e \sim 0{,}3-0,40{,}4; il picco a A130A \approx 130 (Te, I, Xe, Ba), originato dal r-process main alla chiusura di shell N=82N = 82; il “rare earth peak” a A165A \approx 165 (Tb, Dy, Ho), originato dalla deformazione nucleare nella regione delle terre rare e particolarmente sensibile alle masse nucleari; il picco a A195A \approx 195 (Os, Ir, Pt), alla chiusura di shell N=126N = 126; e il regime degli attinidi (Th, U) prodotti al termine del cammino e parzialmente azzerato dalla fissione.

Una delle scoperte più sorprendenti — e ancora oggi una delle più discusse — della spettroscopia stellare metal-poor è la universalità del pattern r-process main nelle stelle EMP. La curva di abbondanze per Z=56Z = 56-8080 (da Ba a Hg) nelle stelle r-II — quelle fortemente arricchite, con [Eu/Fe]>1[\mathrm{Eu/Fe}] > 1 — è scalabile a quella solare entro ±0,1\pm 0{,}1 dex per la grande maggioranza dei nuclidi. Stelle che vivono in epoche cosmologiche diverse (da z6z \sim 6-1010 a oggi), in ambienti chimici diversi (alone galattico, galassie nane sferoidali, sistema solare), portano la stessa firma nucleare. L’implicazione è che il sito principale del main r-process produce sempre lo stesso pattern di abbondanze relative, indipendentemente dai dettagli delle condizioni iniziali — è una proprietà che richiede una spiegazione fisica robusta.

La spiegazione più convincente, oggi in discussione, è il fission cycling: in un r-process molto forte (τ>1\tau > 1 mb1^{-1}), la catena di catture raggiunge nuclei fissionabili nella regione A250A \sim 250-280280 (la regione di Cf, Es, Fm, con tempi caratteristici di fissione spontanea dell’ordine di secondi alle temperature del freeze-out), che fissionano spontaneamente o per cattura neutronica, re-iniettando due frammenti con distribuzione di massa approssimativamente gaussiana nel range A130A \sim 130-160160, che fungono da seed per un nuovo ciclo. Dopo qualche ciclo di fissione, la composizione finale “dimentica” le condizioni iniziali e converge a un attrattore determinato unicamente dalla struttura nucleare lungo il cammino — i picchi r ai numeri magici e il rare earth peak in regime di deformazione. Una spiegazione alternativa (Aoki, Honda, Mathews) attribuisce l’universalità all’equilibrio (n,γ)(γ,n)(n,\gamma) \rightleftharpoons (\gamma,n) durante il freeze-out, che blocca le abbondanze ai waiting points ai numeri magici prima della cascata β\beta: in questo scenario, l’universalità è una proprietà locale del freeze-out più che globale del cammino, e dovrebbe valere anche per esposizioni moderate.

Per Z<56Z < 56 (sotto il bario) e Z>80Z > 80 (sopra il mercurio), il pattern non è universale: le stelle EMP individuali mostrano dispersione significativa, e in alcune (le cosiddette actinide boost stars come CS 31082-001) il rapporto [Th/Eu][\mathrm{Th/Eu}] è significativamente sovrabbondante rispetto al solare. La conclusione comunemente accettata è che il main r-process (responsabile della regione A=130A = 130-195195) sia robusto e universale, mentre il weak r-process (sopra il primo picco) e il regime degli attinidi varino da sito a sito, riflettendo condizioni diverse di YeY_e e di durata dell’esposizione. È coerente con un quadro in cui le NSM hanno componenti di ejecta multiple (dynamical, disk wind, neutrino-driven) con YeY_e diversi, e in cui la mescolanza relativa varia da evento a evento. Le simulazioni 3D GR-MHD self-consistent del disco post-merger, che cominciano a essere disponibili (Fernández-Foucart-Metzger, Just-Bauswein), promettono di chiarire la distribuzione di YeY_e nell’ejecta e di fornire un quadro quantitativo della componente weak.

Le stelle r-II sono il “frigorifero della storia” della nucleosintesi r-process: congelano la firma di un singolo evento r molto vicino, perché la materia di cui sono fatte ha visto solo quell’evento (o pochi eventi correlati) prima della loro formazione. La loro abbondanza nell’alone galattico — circa 5%5\% delle stelle EMP, considerando insieme le r-I con 0,3<[Eu/Fe]<10{,}3 < [\mathrm{Eu/Fe}] < 1 e le r-II con [Eu/Fe]>1[\mathrm{Eu/Fe}] > 1 — è coerente con il tasso atteso di NSM nella popolazione primordiale, tenendo conto del delay time da SN II progenitrici alla coalescenza della NSM (tipicamente 10710^{7}-10910^{9} anni). La rassegna metodologica più completa di questi sistemi e dei vincoli che impongono ai siti r-process è Thielemann, Eichler, Panov e Wehmeyer (2017) [Thielemann et al. 2017] .

Contributo al budget galattico

Dopo GW170817 era chiaro che le NSM producono r-process. Restava aperto — e in larga misura resta aperto oggi — quanto del budget galattico complessivo di elementi r-process venga dalle NSM e quanto da altri siti. Le risposte attuali, basate su diversi metodi di analisi convergenti, situano il contributo NSM al 3030-70%70\% del budget galattico totale, con il resto attribuito plausibilmente alle supernovae core-collapse esotiche già incontrate nella mappa dei siti candidati (collapsar, MHD-jet SN, magnetar SN).

I vincoli quantitativi sul contributo NSM si appoggiano su tre numeri chiave: il rate locale di BNS merger dedotto da LIGO (300200+700\sim 300^{+700}_{-200} Gpc3^{-3} yr1^{-1} in O3, al 90% C.L., con riduzione progressiva delle incertezze nei prossimi run); il rate galattico stimato per scalatura (105\sim 10^{-5}-10410^{-4}/anno, coerente con conteggi di pulsar binarie galattiche); la massa media di r-process prodotta per merger (0,02\sim 0{,}02-0,1M0{,}1\,M_\odot, modulata da rapporto di massa, EOS, ed esito del residuo centrale). Combinati, questi numeri producono una massa cumulata di r-elementi da NSM in tempo di Hubble dell’ordine di 10310^{3}-104M10^{4}\,M_\odot — sufficiente o subottimale rispetto al budget galattico totale di 104M\sim 10^{4}\,M_\odot a seconda delle assunzioni esatte.

I vincoli osservativi indipendenti vengono da tre direzioni. La dispersione di [Eu/Fe][\mathrm{Eu/Fe}] vs [Fe/H][\mathrm{Fe/H}] nelle stelle EMP dell’alone — circa ±1\pm 1 dex a [Fe/H]<2[\mathrm{Fe/H}] < -2 — è naturalmente spiegata da eventi r rari e produttivi, coerente con il quadro NSM dominante. Il 244Pu^{244}\mathrm{Pu} (τ1/2=8×107\tau_{1/2} = 8 \times 10^{7} anni) rivelato nei sedimenti marini profondi a livelli 1015\sim 10^{-15} atomi/g (Wallner et al. 2015) [Wallner et al. 2015] implica una sorgente r locale entro qualche centinaio di milioni di anni — compatibile con il rate atteso di NSM nei 100 pc circostanti il Sole. Le stelle dell’ultra-faint dwarf galaxy Reticulum II mostrano un eccesso estremo di [Eu/Fe][\mathrm{Eu/Fe}] rispetto ad altre dwarf comparabili (Ji et al. 2016) [Ji et al. 2016] , interpretato come la firma di un singolo evento r-process ancestrale che ha arricchito l’intera galassia — un evento la cui massa e frequenza sono coerenti con una NSM.

Il dibattito quantitativo resta vivo. Côté et al. (2018) [Côté et al. 2018] argomentano che il delay time distribution delle NSM (con valore mediano 1\sim 1 Gyr) è troppo lungo per spiegare la presenza di r-elementi nelle stelle più antiche dell’alone con [Fe/H]<3[\mathrm{Fe/H}] < -3, e propongono che le supernovae esotiche siano la sorgente “veloce” complementare necessaria a innescare l’arricchimento r primordiale. Altre analisi (Hotokezaka et al. 2018, Wehmeyer et al. 2019, Beniamini et al. 2018) sostengono che le NSM con delay times brevi (NSM da progenitori massicci di Pop II o tardo-Pop III) siano sufficienti, e che il contributo da siti alternativi sia subdominante. La risoluzione finale dipende da tre fronti convergenti: caratterizzazione precisa della distribuzione di delay time delle NSM (osservabile da future GW survey combinate con proprietà delle host galaxies); vincoli sulla frazione di SN core-collapse “esotiche” (da long GRB e da GRB orphan afterglow); vincoli sullo yield medio per NSM (da modelli idrodinamici 3D self-consistent e da spettroscopia di kilonove future). La rassegna metodologica della disciplina è oggi Cowan, Sneden, Lawler et al. (2021) [Cowan et al. 2021] , integrata dal framework r-process di Thielemann et al. (2017) [Thielemann et al. 2017] .

Prospettive: il decennio multimessenger

L’astronomia multimessenger è all’inizio. Con i prossimi rivelatori di onde gravitazionali e con il rilascio dei dataset multibanda di nuova generazione, il numero di NSM osservate e caratterizzate crescerà di tre ordini di grandezza nei prossimi dieci-quindici anni. Ogni evento sarà accompagnato — quando la regione di localizzazione e la distanza lo permettono — da follow-up spettrofotometrico dettagliato della sua kilonova. In parallelo, i nuovi laboratori di fisica nucleare misureranno direttamente le proprietà dei nuclei lontani dalla stabilità che oggi sono solo estrapolate teoricamente, riducendo significativamente le incertezze sulle reti r-process.

La roadmap strumentale a 10-15 anni si articola su più fronti convergenti, riassunti nella tabella seguente:

StrumentoOperativoCapacità rilevante per NSM
LIGO/Virgo/KAGRA O5 (A+)~2027-20281\sim 1-1010 BNS/anno con localizzazione 10\lesssim 10 deg2^{2}
LIGO A# upgradeanni 20305\sim 5-2020 BNS/anno
Einstein Telescope (EU)2035\sim 2035104\sim 10^{4} BNS/anno fino a z2z \sim 2
Cosmic Explorer (US)2035\sim 2035104\sim 10^{4} BNS/anno fino a z2z \sim 2
Vera Rubin Observatory (LSST)2026Survey ottica deep, identificazione kilonove a z0,3z \sim 0{,}3
JWSToperativoSpettroscopia mid-IR di kilonove a z0,1z \sim 0{,}1-0,50{,}5
ESO ELT~2030Spettroscopia AT2017gfo-like fino a z0,5z \sim 0{,}5
COSI2027Righe nucleari MeV, controparti γ\gamma di eventi GW
THESEUS (candidata ESA M7)2037\sim 2037Identificazione GRB corti + follow-up rapido
FRIBoperativoMasse, β\beta-decay, (n,γ)(n,\gamma) su nuclei drip-line

Le domande chiave a cui sperare di rispondere quantitativamente entro questo orizzonte sono almeno quattro. La prima è la frazione precisa del budget r-process galattico da NSM vs altri siti, vincolata dalla combinazione di rate di NSM, distribuzione di delay time, e statistica di stelle r-process enhanced. La seconda è il pattern di abbondanze r-process in funzione del tipo di merger (BNS standard vs NS-BH vs BNS con masse asimmetriche): kilonove con composizioni YeY_e medie diverse dovrebbero produrre pattern leggermente diversi, e una statistica di decine-centinaia di eventi spettralmente risolti potrà testare questa predizione. La terza è l’equazione di stato della NS al di sopra di ρnuc\rho_{\mathrm{nuc}}, vincolata dalla deformabilità mareale degli eventi GW e dai radii NICER, in convergenza con vincoli da pulsar massicce. La quarta è l’identificazione di linee atomiche specifiche di r-elementi pesanti negli spettri kilonova: oltre a Sr, Te, La già identificati, l’obiettivo è isolare firme di Pt, Au, Ce, Nd, U che richiederebbero spettroscopia ad alta risoluzione su eventi sufficientemente vicini. Su un fronte complementare, ELT, GMT e TMT permetteranno di misurare con precisione gli spettri di centinaia di stelle r-I e r-II nell’alone e nelle galassie nane satelliti, e in alcuni casi le abbondanze isotopiche di Eu, Ba e Nd — un vincolo diretto sui rapporti isotopici prodotti dal sito e una sonda complementare delle condizioni di freeze-out.

I programmi osservativi attualmente operativi che alimentano questi obiettivi includono ENGRAVE (European multi-Messenger Observations of GW sources), il consorzio europeo di follow-up rapido di kilonove con accesso prioritario a VLT, NTT, GTC e altri telescopi della comunità ESO; GROWTH (Global Relay of Observatories Watching Transients Happen), il network coordinato a Caltech con accesso a Palomar, Keck, DECam e altri; MMA-Argo, programma dedicato di campionamento di sedimenti marini per la rivelazione di 244Pu^{244}\mathrm{Pu} e 60Fe^{60}\mathrm{Fe} come traccianti di eventi r-process recenti; e la R-Process Alliance, consorzio internazionale di spettroscopia stelle r-enhanced che ha catalogato finora oltre 200 stelle r-I e r-II nell’alone galattico. Lo sforzo osservativo è coordinato con le campagne di simulazione (NICER + EOS, GR-MHD post-merger 3D, kilonova radiative transfer) e con le campagne di misura di laboratorio (programma scientifico FRIB FY24-28, fotodisintegrazione ELI-NP, con RIBF a RIKEN e FAIR a Darmstadt a completare la mappa dei nuclei al drip-line). La combinazione promette di chiudere — non strutturalmente ma quantitativamente — le principali ambiguità aperte sulla nucleosintesi r-process nel prossimo decennio.

GW170817 ha trasformato il processo r da meccanismo nucleare in cerca di sito a fenomeno astrofisico parzialmente osservato in diretta, e ha aperto formalmente l’era dell’astronomia multimessenger. Il processo r chiude inoltre il quadro della nucleosintesi degli elementi pesanti per cattura neutronica: insieme al processo s del capitolo 4 copre praticamente tutte le abbondanze trans-ferriche dell’universo, mentre la piccola frazione di nuclei proton-rich che nessuno dei due processi produce è coperta dal processo p trattato nel capitolo 5. Resta da raccontare il ponte fra i singoli eventi di nucleosintesi — esplosivi (capitolo 5), compatti (questo capitolo) o quiescenti — e il quadro statistico delle abbondanze cosmiche osservate nel Sole, nel mezzo interstellare e nelle stelle: la curva delle abbondanze chimiche è il dato di partenza e il banco di prova ultimo di tutta la disciplina, e il prossimo capitolo le è dedicato.