Bibliografia
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Sorgenti citate e percorsi di lettura
Questa bibliografia è pensata come una mappa, non come un inventario: le opere sono poche, scelte, e ciascuna apre un percorso. Chi ha letto il libro per il piacere delle storie, chi per le idee, chi per arrivare ai testi tecnici, troverà qui il proprio sentiero di approfondimento.
La storia sociale: da dove tutto viene
Il fondamento concettuale di questo libro — la misura come istituzione sociale, posta in gioco di conflitti e attributo di potere — è il capolavoro di Witold Kula [Kula 1986], scritto in polacco negli anni Sessanta e diventato, nella traduzione inglese, il testo che ha cambiato il modo di studiare le misure preindustriali: lo staio del signore, la «giustizia» della misura, i cahiers del 1789 vengono di lì, e chi vuole capire perché la metrologia sia storia civile prima che tecnica deve passare da quelle pagine. Per una panoramica generale che attraversa i millenni con passo divulgativo ma informato — dall’antichità al sistema metrico, fino alle soglie della rivoluzione quantistica — il riferimento è Crease [Crease 2011], che di questo libro è stato spesso il contrappunto: dove Kula dà la profondità sociale, Crease dà l’ampiezza del panorama.
Le epopee: i capitoli secondo e terzo
Chi vuole rivivere la spedizione del meridiano con tutto il romanzo dei dettagli — gli arresti, i campanili, i taccuini cifrati di Méchain — ha a disposizione uno dei più bei libri di storia della scienza degli ultimi decenni: Alder [Alder 2002], costruito su anni di archivi francesi, che del dramma dell’astronomo dà la ricostruzione definitiva e all’intera impresa restituisce il suo spessore politico. La vicenda della longitudine si legge in Sobel [Sobel 1995], il piccolo classico che ha reso Harrison celebre presso il grande pubblico: narrativamente irresistibile, va gustato sapendo che la storiografia successiva ha riequilibrato il ritratto di Maskelyne e del Board — il nostro terzo capitolo ha tenuto conto di entrambe le campane. Sul tempo come tecnologia e istituzione — orologi meccanici, cronometri, ferrovie — il quadro d’insieme resta Landes [Landes 1983]; e per il tornante fra Ottocento e Novecento, quando la sincronizzazione degli orologi diventò filosofia e poi fisica, il libro da leggere è Galison [Galison 2003], che intreccia Poincaré, Einstein, cavi e brevetti esattamente come il nostro capitolo terzo ha provato a fare in miniatura.
Le istituzioni: il quarto e il settimo capitolo
La storia della Convenzione del Metro, del padiglione di Sèvres e dei prototipi — e poi della lunga marcia verso le costanti — è raccontata dall’interno da Quinn [Quinn 2011], che dell’Ufficio internazionale è stato direttore: è la fonte istituzionale per eccellenza, ricca di documenti e di dettagli che non si trovano altrove, dal sorteggio del 1889 alle campagne di verifica del chilogrammo. Per la revisione del 2018-2019 il punto di partenza è la rassegna ufficiale scritta dai protagonisti [Stock et al. 2019] , mentre il testo votato a Versailles — la risoluzione che fissa le sette costanti — si legge in originale negli atti della Conferenza generale [CGPM 2018] ; le definizioni vigenti di tutte le unità, con le loro mises en pratique, stanno nella brochure ufficiale del Sistema internazionale [BIPM 2019] , il documento normativo che ogni tanto, in queste pagine, abbiamo chiamato semplicemente «il testo del SI».
Le idee: il quinto e il sesto capitolo
Sul problema epistemologico della misura — il cerchio del termometro, i punti fissi, l’iterazione che sale — il libro di riferimento è Chang [Chang 2004], un’opera di filosofia della scienza scritta sulla carne viva della storia sperimentale, da cui il nostro quinto capitolo dipende dichiaratamente. La precisione come valore culturale, economico e politico dell’Ottocento è il tema della raccolta curata da Wise [di) 1995]; e il caso di studio sulla fabbricazione vittoriana degli standard elettrici — l’ohm come manifattura e come geopolitica — è il saggio di Schaffer [Schaffer 1992], da cui viene il titolo della nostra sezione sulla «fabbrica degli ohm». La nascita della statistica dall’astronomia — Mayer, Boscovich, Legendre, Gauss, Laplace, Quetelet, fino a Galton — ha la sua storia magistrale in Stigler [Stigler 1986], il libro che ha ricostruito la disputa dei minimi quadrati e formulato, con autoironia, la legge dell’eponimia citata nel sesto capitolo.
La frontiera: l’ottavo capitolo
Per gli orologi ottici il punto d’ingresso nella letteratura scientifica è la grande rassegna di Ludlow e collaboratori [Ludlow et al. 2015] , che copre principî, architetture e bilanci d’incertezza; l’esperimento dei trentatré centimetri — la relatività misurata su un dislivello da sgabello — è il celebre lavoro di Chou e colleghi [Chou et al. 2010] , di leggibilità sorprendente anche per il non specialista; e le prestazioni da geodesia sub-centimetrica che aprono l’era della livellazione cronometrica sono documentate in McGrew e collaboratori [McGrew et al. 2018] . Sono articoli di ricerca, non divulgazione: il lettore che arrivi a loro dal nostro ottavo capitolo vi troverà però i numeri, le figure e la bibliografia per proseguire quanto vuole.
Il vocabolario e la pratica
Due riferimenti, infine, per chi dal racconto voglia passare al mestiere. Il lessico ufficiale della disciplina — i significati normati di misurando, riferibilità, incertezza e di tutto il vocabolario che questo libro ha volutamente usato in modo narrativo — è fissato nel Vocabolario internazionale di metrologia [JCGM 2012] , il documento che i professionisti chiamano VIM. E per i concetti operativi, metodologici e applicativi — le procedure di taratura, la composizione delle incertezze, gli esercizi e i casi pratici che queste pagine hanno deliberatamente lasciato fuori — il rimando è al glossario tecnico di ingegnerismo.it [ingegnerismo.it] , che di questo libro è il complemento professionale: qui la storia delle idee, là il loro uso quotidiano.